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LAZIONEWS.EU – “Non è una bella situazione, ma neanche disastrosa come la dipingete”, parole candide di chi la piazza di Roma l’ha appena scoperta. Quasi ingenuo Alessandro Matri, nuovo alle frenesie e all’insostenibile leggerezza del calcio capitolino. Ma la crisi della Lazio stavolta è tangibile e l’hanno toccata tutti con mano. Dalla squadra al tecnico Stefano Pioli, infine la società che decide – d’accordo con il mister – di blindare il gruppo nel centro sportivo di Formello. A tempo indeterminato, certamente fino alla sfida con il Dnipro per capire se almeno l’Europa League possa essere una cura. Il ritiro punitivo della Lazio va avanti da lunedì sera, è scattato ventiquattro ore dopo l’amaro pareggio con il Palermo, se sarà necessario continuerà a oltranza. I biancocelesti sono chiamati a tanti impegni, soprattutto dopo aver raccolto un solo punto in quattro partite: gli ucraini poi l’Empoli e la Juventus, ancora Saint-Etienne, Sampdoria e Inter più la Tim Cup. Sono stati giorni di colloqui, confronti – soprattutto tra il ds Tare, il tecnico e i big della squadra – e voglia di ripartire. L’Olimpico sarà arbitro di crollo o rinascita, ma c’è una statistica che fa sorridere Pioli. Lazio, il ritiro ti fa bella: quattro volte in punizione durante le ultime otto stagioni, ogni volta una vittoria a far tornare il sorriso dopo i momenti più delicati. E ora i biancocelesti sperano che anche al quinto tentativo, il ritiro sortisca l’effetto sperato.

STAGIONE 2015/16, VEDI NAPOLI E POI RISORGI – Non è la prima volta che Formello diventa un bunker in questa annata, anzi il primo ritiro della stagione e dell’era Pioli va in scena appena un paio di mesi fa. L’inizio della Lazio è altalenante, tra il rammarico per la Supercoppa e l’eliminazione dalla Champions, si mettono in mezzo due sconfitte eclatanti. Il poker del Chievo Verona  già a gridare alla crisi, la cinquina del San Paolo urla allo scandalo. E’ il 20 settembre quando i biancocelesti crollano 5-0 contro il Napoli, proprio lì dove qualche mese prima s’erano presi il terzo posto. Stavolta è il tecnico emiliano a prendere la decisione, tutti in ritiro per ritrovare la rotta. Così, appena tre giorni dopo, nel turno infrasettimanale contro il Genoa ecco tornare la vittoria, un 2-0 all’Olimpico firmato Djordjevic e Felipe Anderson.

STAGIONE 2012/13, LA COPPA ITALIA DEL 26 MAGGIO – La sconfitta contro il Cagliari, per 1-0 a Trieste, lascia svanire il sogno della Lazio di centrare l’ultimo posto disponibile per l’Europa League. Così, settimi in classifica, i biancocelesti di Vladimir Petkovic hanno un’unica alternativa: vincere in finale di Coppa Italia contro la Roma per prendersi la competizione in extremis. La società capitolina sceglie la sua meta preferita, il ritiro umbro di Norcia, per preparare al meglio il derby dei derby. Il tecnico di Sarajevo e la squadra vivono giorni sereni di lavoro e convinzione, motivati anche dal mental coach chiamato per l’occasione. Poi, il 26 maggio 2013, all’Olimpico va in scena la storica finale. Il gol di Lulic al 71′ regala alla Lazio non solo la Coppa Italia, ma anche la supremazia cittadina e un posto in Europa League per la stagione successiva.

STAGIONE 2009/10, IL MIRACOLO SALVEZZA – Lo scenario non cambia, ancora Norcia, appena qualche anno prima. Il clima però è completamente diverso, il campionato biancoceleste con Davide Ballardini in panchina è disastroso, si rischia davvero la retrocessione. Edy Reja prende con sé una squadra sul baratro della serie B, completamente demotivata e allo sbaraglio. Ma il tecnico friulano non può far miracoli all’improvviso, e quando la Lazio raccoglie solo un punto in quattro partite (tre sconfitte e un pareggio) allora il presidente Lotito decide di dare una svolta. A marzo 2010 nella cittadina umbra non va in scena soltanto un ritiro, peraltro con i nervi tesi soprattutto all’inizio, ma una vera e propria rinascita. Società, allenatore e giocatori stringono il patto di Norcia per guardarsi in faccia e far risorgere la squadra dalle proprie ceneri. Al ritorno, ecco finalmente un sorriso, la punizione ha funzionato: la Lazio è pronta a ripartire dallo 0-2 rifilato al Cagliari grazie ai gol di Rocchi e Floccari.

STAGIONE 2008/09, UN AMULETO PER IL DERBY – La prima volta che la Lazio va in ritiro a Norcia però, in panchina c’è Delio Rossi ed è il 2009. I biancocelesti sono reduci da tre sconfitte consecutive – peraltro contro Chievo Verona, Catania e Siena – e alle porte c’è il derby della Capitale, ancora una volta. Non è vera crisi, ma un po’ di aria buona non può di certo far male: così la società e il tecnico di Rimini decidono di trasferirsi qualche giorno in Umbria con la squadra per preparare al meglio la sfida con la Roma. Ci riescono alla grande, all’Olimpico andrà in scena il poker della Lazio (4-2 il finale) firmato Pandev, Zàrate, Lichtsteiner e Kolarov. Ancora una volta, Lazio, il ritiro ti fa bella.

Giorgia Baldinacci

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