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RASSEGNA STAMPA SS LAZIO – Un pomeriggio in compagnia del gotha del calcio europeo. Questa è stata la giornata di Vladimir PETKOVIC a Nyon nel corso della quindicesima edizione del Forum per allenatori di Elite«E’ sempre bello confrontarsi con colleghi di alto livello. Certi discorsi su temi tattici e non solo aprono gli occhi e permettono di aumentare il proprio bagaglio». Queste le sue parole rilasciate in una lunga intervista a ‘Il Corriere dello Sport’ al termine dell’evento. Ecco i passaggi più significativi:

Petkovic, cosa le ha detto Conte?
«Mi ha chiesto com’era andato il dopo partita».

E lei?
«Gli ho risposto che era tutto sotto controllo (sorriso, ndi) ».

Il tecnico della Juve si sarà preoccupato dopo averle inflitto due tali scoppole in meno 15 giorni.
«La vera debacle è stata la sconfitta all’Olimpico in Supercoppa Italiana. Per come abbiamo perso quella partita all’Olimpico un po’ mi sono vergognato, ma a Torino abbiamo dimostrato di essere uomini, di avere un grande carattere. In entrambi gli incontri abbiamo pagato a caro prezzo tutto quello che potevamo pagare, ma abbiamo giocato contro una signora squadra e sabato scorso abbiamo tirato 17 volte, 8-9 nello specchio della porta. Dopo il 2-0 la mia formazione mi è piaciuta di più anche se non abbiamo certo giocato come successo per un’ora contro l’Udinese. In quell’occasione ho visto la vera Lazio».

Pensa che la Lazio possa lottare per la Champions League o il terzo posto è fuori dalla vostra portata?
«La Lazio deve lottare per il terzo posto. Lo scorso anno c’è mancato poco perché lo conquistassimo e i 61 punti che abbiamo totalizzato non sono un brutto risultato se si considera che quando abbiamo saputo l’avversaria della finale di Coppa Italia abbiamo iniziato a pensare troppo a quell’incontro lasciando per strada molti punti. Se non avessimo sprecato qualche occasione di troppo, avremmo chiuso con una classifica ancora migliore».

Dopo la partenza di Kozak non crede che le avrebbe fatto comodo un altro attaccante?
«Numericamente non penso che ci manchi qualcosa. Se Floccari gioca come nella seconda parte della scorsa stagione e se i giovani (Perea e Keita, ndi) dimostrano il loro valore adattandosi al nostro campionato, non avremo problemi».

Perché ha preferito Ciani a Dias nella lista Uefa?
«Ultimamente Dias ha avuto le sue occasioni e ha giocato, ma nel corso della stagione toccherà anche agli altri. Tra un giovane e un elemento più esperto che rendono allo stesso livello ho sempre detto che preferirò sempre il giovane. E poi nella nostra lista Uefa avevamo già quattro centrali ( Cana, Novaretti, Biava e Ciani, ndi) più un giovane (Serpieri, ndi) prodotto del nostro settore giovanile. Ed essendo il numero dei giocatori bloccato…».

Pensa già al derby del 22 settembre?
«No, è troppo lontano. Prima ci sono altre partite e mi concentro su quelle perché vogliamo far bene e riscattare la sconfitta contro la Juventus».

Al derby dello scorso maggio e alla Coppa Italia vinta invece pensa ancora?
«No e spero che anche l’ambiente lo dimentichi presto».

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