REJA nel ricordo di Chinaglia: «Dovremmo prendere esempio dal suo modo di interpretare il calcio. Contro il Napoli gara decisiva»

Pubblicato 
lunedì, 02/04/2012
Di
Redazione Lazionews.eu
Tempo di lettura: 3 minuti

REJA nel ricordo di Chinaglia: «Dovremmo prendere esempio dal suo modo di interpretare il calcio. Contro il Napoli gara decisiva»

Il tecnico biancoceleste commenta la sconfitta di Parma e ricorda l'attaccante del primo scudetto della Lazio

(getty images)

Edy Reja si presenta ai microfoni di Lazio Style Radio per commentare la sconfitta di Parma maturata sabato sera. Tuttavia, il primo pensiero va a Giorgio Chinaglia, scomparso ieri mattina in Florida: «Io non l'ho conosciuto, me lo ricordo come tutti i tifosi come un grande giocatore. Ha fatto la storia della Lazio, era l'anno di Maestrelli, dello scudetto. Sono stato colto di sorpresa ieri. Questi sono personaggi che sembra che non muoiono mai. Poi era molto giovane, aveva un anno meno di me. Io non l'ho incontrato da calciatore, ho smesso prima. E' un vuoto incolmabile. Le qualità le conosciamo e mi dispiace non averlo conosciuto di persona». Long John, oltre a essere un grande attaccante, era anche uno che non mollava mai: «Come carica dal punto di vista agonistico si è sempre contraddistinto, non mollava mai, sotto l'aspetto caratteriale era un lottatore, noi dobbiamo prendere esempio da questo modo di interpretare il calcio. Questa battuta d'arresto non ci voleva - dice il mister biancoceleste pensando alla trasferta di Parma - E' terminata un po' questa carica nervosa, ma è successo anche a Napoli e udinese. Stiamo pagando fatica e infortuni, ma abbiamo tempo per recuperare e margine per guardare avanti con fiducia fino alla fine. La gara di sabato è determinate. è uno scontro diretto, ci vorrà il massimo dell'impegno e delle carica agonistica». 

Nonostante la sconfitta, la Lazio è sempre terza vista la concomitante sconfitta di Napoli e Udinese: «La Juventus sta meglio fisicamente, si è visto nettamente. Poi ci sono Rome e Inter che sono dietro, anche il Catania si sta avvicinando. Noi abbiamo avuto battute d'arresto che hanno lasciato la classifica invariata».

Mancheranno Zuniga, Gargano e forse Maggio: «Il Napoli ha sempre giocato allo stesso modo, ma dietro non penso che cambierà. Ha anche altre soluzioni sulle zone laterali. Può spostare Campagnaro, ha Dzemaili, quindi non penso che ne risentirà in maniera particolare». 

Sabato arriva il Napoli, del quale Reja è un grande ex: «Sono cinque anni che non si possono dimenticare, straordinari per risultati, una cavalcata straordinaria. La Lazio non è da meno, anche qui abbiamo percorso strade importanti e vogliamo raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissi. Mi piacerebbe centrarlo con la Lazio come l'ho fatto col Napoli». Un commento sull'ennesimo infortunio di Dias: «E' importante, come Lulic e Klose, sono giocatori di spessore importante. Dobbiamo trovare soluzioni interne alle rose, chi entrerà in campo dovrà fare il suo contro una squadra che gioca a ritmi alti come è il Napoli»

Al Tardini voleva mettere pressione al Parma dai primi minuti, ma qualcosa è andato storto: «Questa era l'intenzione, poi i gol nei primi minuti hanno complicato le cose. I gol sono venuti da palla inattiva, su azione abbiamo rischiato solo dopo che ci siamo sbilanciati. Dopo il 2 a 1 mi aspettavo una reazione per intensità. Abbiamo lasciato le penne a Parma e non era nelle nostre previsioni. Nulla è perso, abbiamo avuto occasioni e non le abbiamo sfruttate, ma nulla è perduto. Dalla partita di sabato si deciderà buona parte del nostro destino». 

Le coppe hanno influenzato il cammino delle squadre impegnate? «E' evidente, l'ho sottolineato anche in altre circostanze. Condizionano il rendimento, ti toglie rabbia agonistica, energie nervose, questo non si può nascondere. Il calo di Napoli, lazio e Udinese è dovuto anche a questo».

Oggi la Lazio riprende l'allenamento, cosa dirà ai suoi giocatori? «Si analizzano le soluzioni negative emerse e dobbiamo girare pagina per quanto riguarda i ritmi iniziali, queste sono cose da correggere perché non vanno bene. Soprattutto in gare come quelle di Parma, dove le squadre partono forte. Le responsabilità sono di tutti, anche mie, non possiamo metterci fuori dalle critiche. In ogni gara bisogna mettersi in discussione. Questa gara va preparata come fosse quella decisiva. D'ora in avanti non si può più sbagliare niente».

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