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KLOSE ‘o-occhi di ghiaccio’, MAURI arma letale. BRAAFHEID, ‘t’incolli a un IBARBO e non lo molli mai’, LULIC: qua lo… zampino!

LAZIO-CAGLIARI, IL RACCONTO – Il cappello cade diverse volte sulle illuminazioni del mister PIOLI, menzione speciale per CANDREVA e DE VRIJ…

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LAZIO-CAGLIARI, IL RACCONTO – E’ di nuovo calcio nell’Olimpico biancoceleste. Dopo il pareggio dal fondo amaro contro il Verona di giovedì scorso, la LAZIO di mister PIOLI non può perdere altro terreno in ottica terzo posto, deve approfittare degli scivoloni di Milan, Inter, Fiorentina, Roma e Udinese. All’Olimpico arriva il Cagliari di Zeman, avversario tra i più in forma del campionato. Al 5‘ primo vero pericolo apportato dalla Lazio, con Mauri che conduce l’azione, allarga per Candreva al limite dell’area che scarica un destro in porta deviato da Cragno. Klose era in agguato ma la deviazione lo mette fuori causa. Insiste la Lazio che guadagna un corner, Biglia prova il tiro da fuori dopo la respinta, flipper in area sarda e Stefano MAURI è un rapace: deviazione vincente del capitano che arriva prima di tutti e porta in vantaggio la LAZIO al minuto numero 7. Prova a reagire immediatamente il Cagliari con Sau che soffia il pallone a Lulic e scarta Ciani, ma Marchetti è vigile in uscita. Al 13‘ bella iniziativa centrale di Parolo dopo il break a centrocampo, tiro dalla distanza ma che è centrale e non impensierisce Cragno. Gli uomini di Pioli giocano meglio, sono in controllo della gara e in 120 secondi trovano un uno-due micidiale a dire poco. A metterlo a segno è il kaiser Miroslav KLOSE. Il tedesco prima capitalizza un’azione meravigliosa condotta da Mauri, proseguita da Klose, palla a destra per Candreva mette di prima un cioccolatino in area per la sponda di testa di Lulic che lo apre a servire il panzer che intanto era entrato dentro l’area. Miro lo finisce di scartare: gol da manuale. Nel secondo Lulic ruba palla a centrocampo senza fallo, imbecca Klose che dal limite tenta la stoccata che dopo una deviazione manda fuori causa Cragno. E sono tre. Al 39‘ altra palla deliziosa col contagiri servita da Candreva per Mauri che va in spaccata sul secondo palo ma non riesce a inquadrare la porta. Si va al riposo sul 3-0 Lazio, ma in apertura di ripresa il Cagliari trova subito il gol che può riaprire il match. Pisano servito in area in posizione regolare, palla al centro per Ibarbo che viene contrastato, batti e ribatti e il pallone finisce in rete. L’ultimo tocco è di uno sfortunato Braafheid, tra l’altro con il braccio, dopo la parata d’istinto di Marchetti su Cossu. Comincia a soffrire la Lazio, il Cagliari sale d’intensità offensiva giocando più in verticale, Ibarbo si posizione più centrale e mette in difficoltà la coppia centrale. Per fortuna c’è Marchetti che salva sul colombiano, poi Crisetig spara alto. Al 7′ la Lazio ha l’occasione di chiudere definiticamente i giochi: Klose lancia in porta Candreva, palla dietro per Lulic che deve solo inquadrare la porta da due passi ma rimane troppo fermo e non riesce a colpire bene il pallone. Zeman le prova tutte ed effettua un doppio cambio mettendo in campo Balzano e Benedetti. Pioli risponde e manda in campo Filip Djordjevic al posto di Miro Klose. Di occasioni non ce ne sono granchè, ad eccezione di una clamorosa capitata a Candreva che invece di mettere facilmente in mezzo decide di calciare  da posizione impossibile ma la porta non la prende. Al 26‘ la squadra ospite rimane in dieci uomini a causa dell’espulsione di Ibarbo. Zeman si gioca il tutto per tutto e spedisce in campo Joao Pedro al posto di Crisetig. Simultaneamente Pioli opta per l’ingresso in campo di Onazi per Lulic. Allenta la pressione la Lazio, il Cagliari ne approfitta e si rende pericoloso con Sau, fermato all’ultimo momento da Ciani in maniera provvidenziale. Al 37‘ però i sardi accorciano ulteriormente le distanze con Joao Pedro che sfrutta la sponda di Benedetti e buca Marchetti in girata. Al 43‘ torna in campo Honorato Edersonal posto di Mauri e al 93‘ c’è tempo anche per la gloria del brasiliano: dopo più di qualche contropiede buttato via l’ex Lione si fa trovare al posto giusto al momento giusto e gonfia la rete per il 4-2 finale che proietta la Lazio al terzo posto in classifica in coabitazione con la Sampdoria.

MAURI-KLOSE: E’ QUI LA FESTA – Fuori Djordjevic, dentro Klose insieme a Mauri che torna dopo lo stop causa tonsillite. Pioli si sta ancora fregando le mani per questi (re)inserimenti, che gli sono valsi tre gol nello spazio di 19 minuti. Il tecnico biancoceleste ha aspettato il momento più giusto per sfoderare dal primo minuto l’asso tedesco, primo grande merito di serata. Nel primo tempo la Lazio è in totale controllo, il Cagliari non sa e non può controbattere allo strapotere biancazzurro soprattutto a centrocampo dove Biglia, Parolo e Lulic sovrastano i dirimpettai rossoblu. Poi il panzer e il capitano fanno il resto, due attaccanti veri. Klose sfrutta al massimo il ritorno da titolare, non si fa pregare e in due minuti stende Zeman: un famoso cartone animato cantava ‘Occhi di gatto’ nella sua sigla divenuta cult, Miro ‘Mito’ è stato il regista di un cortometraggio tutto suo, chiamatelo pure ‘Occhi di ghiaccio’. Mauri rientra e dopo sette minuti segna, dimostrazione più palese dell’importanza di questo giocatore. Mauri è il vero ago della bilancia, che galleggia con maestria tra centrocampo e attacco con una presenza costante ma soprattutto pesante all’interno dell’area avversaria. Il capitano è fondamentale per le distanze della squadra, corre, lotta e sgomita. Poi segna pure, non si può chiedergli altro, per quello che è un vero e proprio uomo in più, l’arma letale. Nella ripresa i sardi salgono d’intensità soprattutto dopo il gol che aveva riaperto i giochi, Ibarbo comincia ad agire più centralmente, il Cagliari verticalizza con frequenza e la coppia difensiva biancoceleste comincia a soffrire. Gli uomini di Zeman riescono a costruire più gioco, la Lazio cala e finisce per rischiare addirittura la rimonta. Quello che c’è probabilmente da recriminare è l’aver buttato al vento una serie impressionante di contropiedi, sfumati al momento del passaggio decisivo. Così come nel primo tempo alcune discese potevano essere sfruttate meglio con una verticalizzazione più veloce.

BRAAFHEID, T’INCOLLI A IBARBO E NON LO MOLLI MAI – Si temeva maledettamente per l’assenza di Radu, ma l’olandese volante non fa rimpiangere per nulla il collega romeno. ‘T’infili in un pensiero e non lo molli mai’, canta Liga: ecco, il buon Edson si incolla ad Ibarbo per non lasciarlo neanche un istante. Roba da romantici? Forse, sta di fatto che il colombiano è quasi annulato, non fa mai male perché addosso a lui c’è Braafheid e Radu può riposare tranquillo. Anzi, l’ex Bayern è più adatto per fronteggiare il possente esterno di Zeman grazie alla sua stazza fisica altrettanto imponente, meno per meno dà più e alla fine è più Braafheid. La deviazione con il braccio nella propria porta è solo sfortuna, maledetta sfortuna che poteva costare cara, ma poi ci pensa Ederson insieme a un po’ di fortuna a chiudere la contesa. Insieme all’olandese tutta la linea difensiva si comporta in maniera più che egregia, Pereirinha è ordinato e non commette sbavature; con lui un De Vrij sempre più leader ma soprattutto sicuro di sé. Un altro tulipano che fiorisce rigoglioso, controlla bene palla, si prende dei rischi nei dribbling ma dicono che i grandi giocatori lo facciano spesso; responsabile nel far ripartire la manovra, mai frettoloso nella gestione del pallone che non butta via neanche sotto tortura. Di certo c’è anche che a giovarne è anche Michael Ciani, cresciuto di partita in partita accanto al rampante classe ’92; Pioli se ne è accorto, sa che in una coppia difensiva ci vogliono collaudo e continuità più di ogni altra cosa e ha lasciato in campo ‘monsieur fantastique’. Il francese si è messo in coppia con Braafheid su Ibarbo, ottima l’intesa tra i due. Un altro cappello che si inchina al mister laziale.

SEMPRE LULIC: QUA LO… ZAMPINO – E’ stanco il bosniaco, non si è fermato mai, nonostante il problema al ginocchio che si porta da qualche giorno ha continuato a correre in tutti e tre gli impegni settimanali. E’ stanco, ma non si vede, almeno nel primo tempo. L’ex Young Boys è il vero uomo ovunque di questa Lazio, nel primo tempo è in tutte le azioni biancocelesti ma è fondamentale soprattutto in fase di recupero palla e contropiede. Nei due gol firmati Miro Klose c’è il suo zampino: prima con la sponda di testa lucida e precisa per il panzer, poi strappa il pallone a Conti e fa ripartire l’azione fulminea servendo il tedesco che castiga per la seconda volta in pochi secondi Cragno. Nel secondo tempo cala ma è più che normale considerando la stanchezza: Pioli gli concede qualche minuto di riposo sostituendolo con Onazi, ma il suo impiego imprescindibile è il sintomo dell’importanza di ‘Speedy Lulic’. Menzione d’obbligo anche per Antonio Candreva, motorino inesauribile sulla destra, nel primo tempo autore di due pennellate e una di queste ha spalancato al primo gol di Klose, l’altra per Mauri. Nella ripresa è una costante spina nel fianco e alla fine riesce anche a far esultare Ederson. Risultato: 4-2 sul campo, ma più d’ogni altra cosa terzo posto a meno tre dalla Roma e a meno sei dalla vetta. E una marcia che continua.

Francesco Iucca

TWITTER: @francescoiucca

 

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