Dal “gol di presentazione” alle lacrime del 26 maggio: l’ultima chiamata alle armi per il soldato Ledesma

LAZIONEWS.EU – Paradosso: questa sera Cristian Ledesma non giocherà contro la squadra che ha affrontato più volte da quando è in Italia. Non un avversario qualunque, bensì degli “odiati” cugini della Roma, in quello che molto probabilmente è il secondo derby più importante degli ultimi anni, dietro solo a quello del 26 maggio. E, sempre probabilmente, sarà il suo ultimo derby capitolino: il contratto è in scadenza a giugno e l’addio è ormai ad un passo. Dopo nove anni di battaglie, l’argentino è pronto a salutare.

DECENNIO D’AMORE – Tutta “colpa” di Biglia: la parabola discendente di Ledesma è iniziata nel momento in cui il Principito ha fatto il proprio ingresso a Formello. Ma da buon professionista qual’è sempre stato, Cristian non ha mai alzato la voce, mai una polemica, ha sempre anteposto la solidità del gruppo davanti ai propri interessi personali: “Quando non giochi devi essere una soluzione in più, non un problema“, spiegava poco prima di scendere in campo per affrontare il Varese, in una delle sue poche presenze stagionali. Appena 15 in questa stagione: un dato decisamente anomalo per chi è abituato a collezionarne almeno 30. Pochissime per chi, come lui, è al settimo posto nella graduatoria dei calciatori più presenti della storia della Lazio: 317 volte con la maglia biancoceleste addosso, una maglia che è diventata come una seconda pelle ormai. Una maglia che, suo malgrado, dovrà togliersi a fine anno, dopo quasi un decennio d’amore (tra alti e bassi…) con la prima squadra della Capitale.

UN SILURO DI BENVENUTO – E pensare che è stato proprio un derby a far scattare la scintilla col popolo biancoceleste. Per la precisione, il suo primo derby: quello del 10 dicembre 2006. Quattordici giornate di mugugni e scetticismo letteralmente spazzate via dal bolide mancino col quale ha trafitto Doni: un gol che ha spianato la sua avventura alla Lazio, portandolo a collezionare due Coppe Italia, una Supercoppa e scrivere il proprio nome nella storia del club.

LACRIME E GLORIA – Dopo quella magica notte, che gli ha permesso di entrare nel cuore dei tifosi, per Ledesma sono arrivate altre 13 stracittadine ed il bilancio è in perfetta parità: 7 vittorie, 7 sconfitte e 3 pari, con 2 gol messi a segno e 3 espulsioni (sulle 7 totali in carriera) collezionate. Però tra tutte queste sfide una soltanto vale più di tutte le altre messe assieme. Forse anche di più. Inutile dire che si parla del 26 maggio: “Questa vittoria contro la Roma a Roma in una finale di Coppa Italia è un qualcosa di unico!”, il suo commento a caldo subito dopo il fischio finale. Parole che ha dovuto pronunciare a denti stretti: dopo 54 minuti di gioco è stato costretto lasciare il campo per un problema muscolare alla coscia sinistra. Ma, nonostante il dolore, non ha voluto abbandonare i suoi compagni, restando in panchina fino al fischio finale. Non a caso l’immagine che lo vede raggiungere la metà la metà campo in lacrime e sorretto dal tm Manzini per festeggiare è uno degli emblemi di quella storica giornata. 

L’ULTIMA GUERRA – Questa sera non sarà in campo fisicamente, ma mente e cuore saranno indirizzate verso gli undici uomini chiamati a regalargli l’ultima gioia. Da tutti riconosciuto come un leader silenzioso, è facile ipotizzare un suo discorso pregara indirizzato a caricare ancora di più la squadra. Le sue saranno certamente poche parole, come sua consuetudine, ma senz’altro incisive. In palio c’è un traguardo che manca da troppo: la Champions League, competizione che ha disputato una sola volta (nel 2007/08) e che difficilmente potrà rigiocare. Ma anche in questo caso, appena qualche giorno fa, ha dato l’ennesima dimostrazione del suo enorme spirito di squadra andando a passare il testimone a Danilo Cataldi, nuova promessa del calcio italiano con un futuro da bandiera nella Lazio già scritto. Non solo sei il futuro ma sei GIA’ il presente della mia Lazio! Con te sono in ottime mani…in ottimi piedi…i tuoi”, parole dettate dal cuore, pronunciate da chi la Lazio ce l’ha dentro. “Ti auguro di essere CAPITANO al più presto, a lungo e senza intoppi. Tu tanto già lo sai, per te io ci sarò sempre”. Una promessa che, siamo sicuri, non varrà solo per Cataldi, ma che si estenderà a tutta la SUA Lazio, a tutti i SUOI tifosi.

Daniele Gargiulo

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