LAZIO GOL – La difficoltà offensiva che sta vivendo la Lazio in questa stagione è ormai sotto gli occhi di tutti. Se in alcuni casi è stata la fortuna a voltare le spalle ai biancocelesti (10 pali colpiti in Serie A), dopo 27 giornate le cause del problema meritano di sicuro un approfondimento più “scientifico”. Simone Inzaghi ha a disposizione la stessa rosa dello scorso anno, eppure paragonando i numeri delle due ultime stagioni la differenza risulta abissale. La Lazio, ad oggi, ha realizzato 37 gol, ovvero ben 27 in meno rispetto all’anno precedente (64). Una peggior media realizzativa che non è però bilanciata da una miglior resa difensiva: le reti subite, infatti, sono appena 6 in meno (28, a fronte delle 34 passate). Passando ad un’analisi dei singoli, il confronto tra il rendimento delle due stagioni scopre un dislivello abissale.

I GOL CHE MANCANO – Prendendo in considerazione solo le prime 27 giornate di campionato (coppe escluse), il miglior marcatore stagionale della Lazio è Ciro Immobile (13 gol, 3 assist). Lo scorso anno, di questi tempi, il bomber napoletano aveva uno score di 23 reti e 9 assist. Numeri ancora più preoccupanti giungono dal centrocampo: Milinkovic e Luis Alberto, autori lo scorso anno di 9 e 7 gol nelle prime 27 giornate, sono fermi rispettivamente a 3 e ad 1. Eppure qualche nota positiva c’è: la Lazio ha perso Felipe Anderson e De Vrij ma i loro sostituti (Correa e Acerbi) non li hanno fatto rimpiangere. L’argentino ha messo a segno 3 reti e ben 7 assist, a fronte dei 2 gol e 4 assist del brasiliano mentre il confronto tra i due difensori in fase realizzativa è pressoché equivalente (De Vrij 4 gol, Acerbi 3 gol e 1 assist). Felipe Caicedo, infine, ha al momento portato alla causa biancoceleste 3 reti in più rispetto allo scorso anno. Bilancio finale: il trio delle meraviglie (Immobile, Luis, Sergej) della passata stagione aveva realizzato 39 gol e 21 assist, quest’anno 17 reti e 10 assist.

LE CAUSE – La domanda sorge spontanea: come mai questa differenza di rendimento? Una possibile chiave di lettura può essere il cambio di gioco della Lazio 2.0. Luis Alberto, lo scorso anno impiegato come seconda punta, è stato abbassato da Inzaghi nel ruolo di mezzala con compiti più di impostazione che di finalizzazione. Il suo arretramento ha portato a un conseguente abbassamento dei numeri dello spagnolo in zona gol. Queste reti dovrebbero venir ricompensate da Correa ma l’argentino non ha lo stesso killer-instinct del Mago. Inoltre alla Lazio sta mancando Milinkovic: Simone Inzaghi, a differenza di quanto fatto con Luis Alberto, non ha cambiato i compiti tattici del serbo ma il Sergente non è lo stesso della passata stagione.

UNA POSSIBILE SOLUZIONE – La corsa Champions entra ormai nella sua fase cruciale e la Lazio è in evidente ritardo. Se il calo delle cifre offensive di Immobile era preventivabile (il bomber napoletano ha numeri stagionali più che nella media), all’undici biancoceleste stanno mancando altre soluzioni in zona gol. Il coraggio di tirare da fuori area con più continuità senza perdersi in un eccessivo tiki-taka potrebbe essere una variante importante per dare più soluzioni realizzative ai centrocampisti. “Osare, credere, spavaldi di essere“, un motto della Curva Nord da trasferire al più presto anche sul rettangolo di gioco.

Marco Barbaliscia

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.