GENOA LAZIO PAGELLE – La Lazio perde al Ferraris di Genova contro la squadra di Prandelli: al gol di Badelj, decisamente il migliore in campo, risponde Sanabria. A decidere il match una beffa al 93esimo di Criscito. Ecco i voti dati alle prestazioni dei biancocelesti a firma del direttore di Lazionews.eu Paolo Cericola.

Strakosha 6,5 decisivo nel primo tempo in almeno due occasioni. Prende goal su rimpallo e su una botta incredibile di Criscito.
Patric 5,5 fatica a fare il terzo centrale. La velocità degli avanti genoani lo mettono in difficoltà
Acerbi 6,5 lui è la certezza. Legge i pericoli in anticipo, non fa una sola sbavatura.
Radu 6,5 si vede che ancora una volta mette il cuore oltre l’ostacolo. Dove non arriva ci mette esperienza ma dalla sua parte il Genoa non fa mai male. Si spegne dopo 70’. Esce stremato. Non ne ha più.
Marusic 6 fa il suo come sempre ma come sempre potrebbe fare di più. Raramente spinge e fa superiorità numerica.
Romulo 6,5 gioca interno visto lo stuolo di assenze. La sua vivacità porta sostanza peccato sbagli un colpo di testa che dovrebbe avere maggiori fortune
Badelj 7 si prende la cabina di regia. È sempre ordinato, non una sbavatura. Mette dentro il vantaggio con un gran piatto, peccato la traversa
Cataldi 7 fa la gara di grande sacrificio. Chiude e riparte sempre in maniera positiva. Non sbaglia nulla. Grande gara
Lulic 6,5 il capitano è sempre l’ultimo a mollare ed il primo a combattere. Corre e lotta senza mai risparmiarsi. Inesauribile
Correa 5,5 il suo fioretto è sempre molto bello da vedere. Gioca in modo sempre elegante ma poco incisivo. Gli manca la cattiveria per il raddoppio
Immobile 6,5 gioca 54’ a ritmo ridotto. Non è brillante e si vede gestendosi in maniera molto intelligente. Ha il merito di mettere a Badelj la palla d’oro del vantaggio
Inzaghi 6,5 Eroica la sua Lazio. Una fila infinita di indisponibili più Leiva non al meglio, Immobile a ritmo ridotto in campo, più Lulic, Radu e Correa non brillanti. Inventa una squadra più che credibile che va in difficoltà solo nel finale quando è costretto a mettere Leiva difensore centrale. Finisce in beffa.

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Nella notte dei tempi, era il 1994, decisi che il giornalismo doveva essere la mia strada; così è stato. Ho iniziato con il nuoto poi il calcio dei grandi. Ho consegnato giornali nei bar, nei circoli, per strada, annusando il profumo delle rotative ed il fascino della stampa su carta. Mondiali, europei, Nazionale, il miglior momento del calcio Nazionale con le ‘7 sorelle’....non mi sono fatto mancare nulla. Ho lavorato per il Corriere dello Sport, il Tempo, il Giornale, l’agenzia di Stampa Dire, Radio Incontro e dal 1997 sono inviato di Radio Radio. L’unico hobby che ho coltivato ed al quale non rinuncio: 3 figli meravigliosi.

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