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ABETE: “Poco comprensibili le parole di Di Martino. Serve rispetto per la giustizia”

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Il Presidente della Federcalcio aggiunge: “Bisogna rispettare i ruoli anche perché una sentenza non la scrive l’accusa“

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RASSEGNA STAMPA SS LAZIO – «Cerchiamo di riepilogare i fatti. Prima di tutto va ricordato che la procura di Bari ha terminato il suo lavoro, quella di Cremona no. Poi come presidente della Federcalcio io devo stare molto attento e rispettare tutti i soggetti. C’è stato il primo grado di giudizio sportivo, ci sarà l’appello, bisogna osservare questo passaggio e non confondere i ruoli all’interno del sistema. Ribadita la premessa iniziale, ci sono delle parole del procuratore Di Martino, con cui peraltro abbiamo in questi anni collaborato rispettosamente, che mi sembrano onestamente poco comprensibili. Da una parte parla di lui dice che alcune carte non sono in possesso di Palazzi perché non ha ritenuto di inviarle. E in questi mesi c’è chi ha accusato la procura di federale di procedere con troppa lentezza. Dall’altra dà un giudizio molto duro sulla sentenza». Sono le dure parole di Giancarlo Abete a “La Gazzetta dello Sport”, in risposta alle parole di Di Martino, procuratore di Cremona, dove ha aggiunto: «Se il Procuratore è a conoscenza di altre situazioni e quando riterrà possibile inviare le carte, lo si potrà verificare. Bisogna rispettare i ruoli anche perché una sentenza non la scrive l’accusa. E stare attenti al momento, anche in rapporto a ciò che sta succedendo nel Paese sul complesso del rapporto fra “colpevolisti” e “innocentisti”, naturalmente in tutt’altre vicende».

 

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