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Conte: “Ora il mondo ci rispetta”. Tavecchio: “Avremo un grande futuro”

EURO 2016 – Queste le parole del tecnico e del presidente federale nell’ultima conferenza stampa…

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EURO 2016 – A Montpellier è andata in scena la conferenza stampa di addio di un Conte visibilmente emozionato e commosso. Con le lacrime agli occhi l’ormai ex ct, accanto al presidente della FIGC Tavecchio, ha ringraziato tutte le persone che hanno fatto parte della spedizione europea e ha augurato il meglio alla Nazionale e a Ventura, che ne prenderà le redini. Di seguito le sue parole:

“Oggi è peggio di ieri. Sono emotivamente coinvolto più oggi che ieri perché realizzi che l’avventura è finita. Dispiace tanto per i ragazzi, per me è stato veramente un grande onore allenarli, mi hanno dato tutto quello che avevano. Ci tengo a ringraziare lo staff, i magazzinieri e tutte le persone che hanno lavorato con noi, per me è stato un onore lavorare con loro. Un ringraziamento speciale a Mario Vladovic, che è stato sempre presente e a una persona che è sempre stata silenziosa ma molto preziosa per me in tutte le situazioni, questa persona è Lele Oriali. In questi due anni ho avuto il piacere di conoscerlo, è una persona incredibile, con valori umani belli. Ringrazio il presidenteTavecchio che mi ha dato l’opportunità di fare questa esperienza straordinaria che rimarrà scolpita per sempre nella mia vita. Come ho già detto mi auguro che sia un arrivederci e non un addio. Ringrazio voi giornalisti, siamo stati insieme due anni, abbiamo imparato a conoscerci. So benissimo che non sono una persona semplice nei rapporti umani. Siamo arrivati ad avere una grande stima reciproca, penso che alla fine le persone bisogna conoscerle, non siamo tutti uguali, l’importante è che nel momento in cui ci si conosce ci sia poi rispetto e stima”.

L’augurio a Ventura:

“Mi sento in dovere di dirvi grazie per la collaborazione in questi due anni, auguro il più grande bene possibile alla Nazionale e a Ventura che arriverà dopo di me. Penso di lasciare una traccia importante, che è quella del lavoro. Sono convinto che il presidente e la Federazione tutta abbiano intrapreso una bella strada che possa riportare i nostri colori sempre più in alto e rispettati da tutti. L’obiettivo raggiunto in questo europeo è proprio il rispetto che ci siamo meritati per aver tenuto testa ai campioni d’europa e ai campioni del mondo. Grazie veramente di cuore a tutti quanti”.

Ecco anche le parole del numero uno della Federazione, Tavecchio:

Sulla strage di Dacca:

C’è tristezza e mestizia. Il primo pensiero va ai nostri connazionali che hanno subito questa barbaria e ci hanno tolto anche il piacere di rilevare che la nostra spedizioni ha dato risultati eccellenti“.

Sulla spedizione azzurra:

Ringrazio anche il popolo italiano che è tornato in strada con la maglia azzurra. Credo che dobbiamo ripartire da quella giornata triste del Brasile: c’era un disastro totale, l’assenza della federazione. Abbiamo trovato una nazionale smarrita, senza un centro di comando federale per ritrovare il rango che compete all’Italia che oggi è dimostrato dalle attenzioni date anche dalla stampa internazionale. Da lì abbiamo trovato una persona straordinaria, un condottiero. Abbiamo visto le difficoltà della Germania, per un soffio non abbiamo vinto. Da qui vogliamo partire, vogliamo essere l’Italia: abbiamo fatto delle scelte, la strada è tracciata, dobbiamo proseguire il cammino. Il presidente Federale è una rotellina piccola del carro, questa spedizione è stata molto particolare,  abbiamo fatto conti economici perfetti, non abbiamo sperperato, dimostrato che non usiamo fondi pubblici per sciocchezze. Ringrazio tutti coloro i quali in questi giorni sono stati con noi. Non ci fermiamo, non è un giorno in cui dobbiamo piangere. Ringraziamo le autorità francesi e la città di Montpellier. Siamo stati ricevuti calorosamente, anche il presidente della società del Montpellier che ci ha messo a disposizione tutto ciò di cui avevamo bisogno”.

Su Conte:

“Ha fatto un suo disegno. All’epoca feci uno sforzo immane anche per la concorrenza: ci fu d’aiuto la Puma, ed è stato costruito quel che si voleva. Le forze cui fate riferimento sono state all’interno delle norme europee: i piaceri si fanno se si vogliono fare, altrimenti si prende atto. Terremo conto anche di questo.Credo che dove andrà avrà successo, l’augurio mio è che torni in Nazionale, il tempo è dalla sua: è giovane, il sistema federale si sta costruendo. Non è detto che non ritorni e anche presto”.

Sul futuro della Federazione:

“Il carro è stato potenziato, non è un piccolo carro, diventerà grande. Avremo una struttura organizzata, la Nazionale avrà uno staff fisso permanente. Costruiremo tutto in casa, avremo il futuro puntando sulle nostre forze”. 

 

A.G e R.C

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