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F.Anderson vs Saponara: classe e fantasia sul prato dell’Olimpico

FACCIA A FACCIA – I due numeri 10 sono pronti a trascinare i propri compagni…

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FACCIA A FACCIA – Fantasia al potere all’Olimpico. Domenica alle 15 è in programma la 6a giornata di A tra Lazio ed Empoli, che si può definire una ‘meta-gara’: una sfida nella sfida. È interessante infatti il confronto individuale e personale tra Felipe Anderson e Saponara, due tra le stelle di Inzaghi e Martusciello.

LA DIEZ – Un numero, una cifra, un simbolo. Si scrive ‘10′, ma si legge storia. Quella del calcio è stata stilata da chi indossava questa maglia: pesante ed importante. Ci vogliono spalle larghe per portarla, bisogna avere coraggio per correrci, serve talento per conquistarla. El Diez dei romani è Anderson, quello dei toscani Saponara. L’ex milanista in estate ha lasciato la numero 5 per entrare negli almanacchi di questo sport con quello dei grandi campioni. Uno di loro, di nome Alessandro, di cognome Del Piero, l’ha incoronato qualche settimana fa: “Saponara è l’ultimo vero numero 10 in Serie A. È un vero trequartista”. E Felipe? Per classe, talento e tecnica non è secondo a nessuno. Quando è in giornata è imprendibile. I due non hanno caratteristiche simili: più un esterno il biancoceleste, più fantasista l’azzurro. Due modi diversi di giocare, di intendere il calcio e di indossare la ’10’.

ASPETTATIVE – La disuguaglianza nello stile di gioco non implica un demerito. Il brasiliano e l’italiano hanno nel loro dna questa maglia. Dalla nascita alla Serie A, il destino sta facendo il suo corso. Ora viene il difficile. Non devono sedersi sugli allori, devono ancora dimostrare tanto. Questo è un punto di partenza, non di arrivo. I compagni, gli addetti ai lavori ma soprattutto i tifosi si affidano molto a loro, forse troppo. Ogni volta che toccano palla si sente un boato. “Ora fa una giocata delle sue e risolve la partita“, si pensa di solito. Gol ed assist, questo vogliono dalle tribune. Anderson e Saponara hanno abituato bene i propri sostenitori negli anni scorsi: 20 reti e 21 passaggi decisivi per il primo in A, 17 e 24 per il secondo.

E I GOL…? –  Quest’anno sono ancora a secco di gol. Nessuno dei due è riuscito ancora a gonfiare la rete. Solo un assist in due, quello del laziale per il colpo di testa di Milinkovic-Savic contro il Pescara. Numeri al limite. I dati però rispecchiano il loro momento, non eccezionale. Per il classe ’93 è la stagione della verità, dopo l’oro Olimpico non può sbagliare. Ha dato piccoli segnali di risveglio, ma deve rivestirsi da supereroe e far volare la Lazio. Il 24enne invece non è al meglio: “Contro l’Inter è uscito per un problema al gluteo – spiega il tecnico dell’Empoli – dobbiamo metterlo nelle condizioni migliori di giocare”. Inzaghi e Martusciello si affidano al loro estro, puntano molto sul loro talento: alcune volte nascosto, troppo spesso in ombra. Bastone e carota, provano in tutti i modi a farlo uscire. Domenica vedremo chi avrà fatto la mossa giusta….

Riccardo Caponetti

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