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IMMOBILE TRENTA ANNI LAZIO – Era il 19 febbraio 1990, a Torre Annunziata nasceva Ciro Immobile. Oggi l’attaccante della Lazio compie 30 anni, cifra tonda proprio come la prima squadra della Capitale, che ne ha festeggiati 120. Una data importante, che arriva all’apice della sua carriera da calciatore. In una fase ancora in bilico tra il sogno e la realtà. Il bomber ha attraversato momenti belli e altri bui, ha raggiunto traguardi storici, rialzandosi sempre anche dopo rovinose cadute. Una vita simile a quella della Lazio, ora sua Lazio. Due grandi viaggi paralleli, che sono diventati unici una volta che si sono incontrati.

Ciro Immobile, dagli inizi agli anni d’oro al Torino

Ciro Immobile è sempre rimasto Ciro Immobile. Il ragazzo sorridente, generoso, ambizioso, di quando aveva 12 anni e al Sorrento calciava i primi palloni. E questa è la sua grande forza. La sua brillante carriera inizia già nel 2006-07, quando arriva a segnare 30 gol nel campionato Allievi. Ciro Ferrara vede in lui delle qualità importanti e lo porta in prova alla Juventus. A 17 anni, per 80mila Euro, viene acquistato dai bianconeri, che lo aggregano alla formazione Primavera. Il 14 marzo 2009 c’è l’esordio in Serie A, subentrando in un Juve-Bologna ad Alessandro Del Piero. Dopo aver vinto per due volte il Torneo di Viareggio, nel 2010 la Juve lo cede in prestito al Siena. La prima rete tra i professionisti è datata 27 ottobre in Coppa Italia (Lecce-Siena 3-2), poi un prestito di sei mesi al Grosseto prima di approdare al Pescara. E’ il 2011, e grazie alle 28 reti realizzate si laurea capocannoniere in Serie B, diventando il giocatore nella storia del club abruzzese ad aver segnato più gol in una sola stagione. Nel 2012 passa al Genoa, squadra con la quale trova la sua prima rete in A (Genoa-Cagliari 2-0). Conclude la stagione con 34 presenze e 5 gol segnati. Il 12 luglio 2013 la Juventus risolve la compartecipazione con il Genoa e nello stesso giorno cede la metà del cartellino di Immobile al Torino. La squadra della consacrazione. Con Ventura in panchina, Immobile diventa capocannoniere della Serie A e riporta i granata in Europa dopo oltre vent’anni.

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Immobile, la prima caduta

E’ il momento più alto della carriera di Immobile, ma poi arriva la rovinosa caduta. Nel 2014 passa al Borussia Dortmund per 19,4 milioni. Immobile conclude quella che rimarrà la sua unica stagione in Germania totalizzando 10 reti tra campionato e coppe, di cui sole 3 in Bundesliga dove, peraltro, spesso si ritrova a partire dalla panchina. Il Borussia lo cede in prestito con obbligo di riscatto al Siviglia, ma l’attaccante neanche in Spagna riesce a trovare la sua dimensione. Nel gennaio 2016 il club lo cede in prestito al Torino, prima della cessione definitiva, in estate, alla Lazio di Claudio Lotito.

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Immobile e la Lazio, storia di un amore a prima vista

Tra la Lazio e Ciro Immobile è subito amore a prima vista. I suoi occhi azzurri ricordano i colori del club, che saluta Miro (Klose), ed accoglie Ciro. Da Miro a Ciro. Meno di 10 milioni sono stati sufficienti per convincere l’allora direttore sportivo del club, Monchi, a cedere il bomber alla Lazio. L’attaccante prende la maglia numero 17, scelta “perchè l’avevo a Pescara, per me rappresenta tante cose oltre ad essere il giorno in cui è nata mia moglie“. L’esordio con la Lazio, il 21 agosto 2016, coincide già con il primo gol con la maglia biancoceleste. A fine anno saranno 26, 23 in campionato. La stagione successiva è da record: 41 gol totali, 29 in A e vittoria del titolo di capocannoniere. 19 lo scorso anno, ora è già a 29. Oltre a una Coppa Italia e due Supercoppa Italiane già archiviate nel suo Palmares capitolino.

Immobile-Lazio, il bello deve ancora venire

Quattro anni dopo il suo arrivo, Ciro Immobile è l’idolo indiscusso della tifoseria della Lazio. Un punto di riferimento, un simbolo. Vice capitano del club, Immobile è giunto a 165 presenze e 115 gol, a -6 da Giorgio Chinaglia che chiude il podio dei migliori realizzatori della storia laziale. Legato al club fino al 2023, Ciro è ormai per tutti Ciruzzo, ma anche The King, “il Re”. Il re del gol, delle emozioni, degli amici fantallenatori che ogni anno puntano sui suoi gol. Un campione a 360°, amato dai bambini, sempre elegante. Un uomo, un campione, un padre esemplare di tre figli. Oggi Ciro, così come Giorgio, guida la Lazio verso un sogno che per tutti era utopia solo pensare. Alla parola “sogno” ognuno può attribuire il valore che preferisce: Champions League, scudetto, trofei. Il tempo per trasformarli in realtà non manca. Passo dopo passo, gol dopo gol. Il cammino ripartirà proprio da Genova. Ma prima c’è un compleanno da festeggiare, e Ciro lo farà con la sua famiglia (di sangue e laziale), con una grande festa al Teatro Brancaccio. Tanti auguri Ciruzzo, cuore, anima e grinta di una Lazio che insieme a te sta diventando Grande.

M.B.

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