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Cinque mesi di Keita: dalla corsa sotto la Nord ai margini della Lazio

NEWS DEL GIORNO – Finora 17 presenze e 2 gol, tanta panchina e voci d’addio…

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Pubblicato il 23-12-2015 alle ore 18:00

NEWS DEL GIORNO – C’è una Lazio che a San Siro è tornata a correre, mentre un’altra scalpita per trovare maggiore spazio e più continuità. Due vittorie in pochi giorni hanno allontanato il periodo di crisi che si protraeva dalla fine di ottobre, con i biancocelesti che prima della vittoria contro la capolista Inter aveva ottenuto soltanto due punti nelle precedenti sette giornate di campionato. Pioli ha cambiato più volte modulo, mischiando le carte per tentare di trovare la giusta ricetta per tornare alla vittoria e risolvere i problemi realizzativi della sua truppa. La medicina per il reparto offensivo non ha però ancora raggiunto la sua massima efficacia, e a farne le spese è stato soprattutto Keita, titolare inamovibile nelle prime quattro giornate di campionato, poi costretto a subentrare a match in corso fino al match con il Palermo del mese scorso e poi di nuovo in panchina.

L’INIZIO DI STAGIONE – In mezzo l’infortunio al ginocchio, che lo ha tenuto lontano dai campi per un paio di settimane a cavallo tra ottobre e novembre, facendogli perdere condizione e posizioni nelle gerarchie. Fin qui 17 presenze in totale, due gol messi a segno: due reti molto simili. La prima contro il Bayer Leverkusen nel match d’andata del preliminare Champions, l’altra nella gara di campionato contro il Frosinone, che sbloccò una partita difficile da indirizzare sui giusti binari. Solo un paio di mesi fa si parlava di un Keita nuovo, un’arma segreta a disposizione di Pioli per scardinare le difese più chiuse e decidere indirizzare nel verso giusto le partite in bilico: anche pochi giorni prima rispetto all’incontro con i ciociari, a Verona, aveva provocato il rigore che permise alla Lazio di iniziare la rimonta. Poi tanta panchina e i problemi fisici: il numero 14 cresciuto nelle giovanili del Barcellona prima e in quelle biancocelesti poi è attualmente fermo a quota 2 nella classifica marcatori stagionale. Da quel momento poco altro da segnalare.

ALTALENA KEITA – Considerato da tifosi e addetti ai lavori come un titolare aggiunto, sta faticando ad imporsi anche in Europa League, isola felice biancoceleste. Nella competizione europea ha collezionato quest’anno tre presenze, rimediando poi una lunga squalifica a causa di un fallo di reazione nel match contro il Rosenborg. Una giornata di squalifica per il rosso, più altre tre inflitte dal giudice sportivo: Balde Diao non potrà scendere in campo nella doppia sfida dei sedicesimi di finale contro il Galatasaray. Sicuramente la sua presenza avrebbe fatto comodo, soprattutto nel periodo in cui il campionato inizierà a farsi bollente, con l’avvicinarsi delle fasi finali. La stagione di Keita è stata fin qui un’altalena di emozioni. Dalla delusione e presunta richiesta di cessione dopo il mancato impiego in Supercoppa contro la Juventus all’apoteosi dell’Olimpico festante per la sua marcatura nel preliminare di Champions, passando per la gioia della rete contro i ciociari e giungendo fino ai margini del radar laziale. Tra pochi giorni sarà mercato: il numero 14 cerca spazio, Valencia e Monaco osservano con discrezione dalla finestra. E pensare che il suo pareva il percorso di un predestinato: il primo gol in campionato arrivò all’esordio da titolare, il 10 novembre 2013. A due anni e un mese di distanza sono 12 le reti totali. Il tempo scorre, Keita scalpita, è ora di tornare Maravilla.

Gian Marco Torre

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