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CANNAVARO CINA CORONAVIRUS ITALIA – Fabio Cannavaro, allenatore del Guangzhou, è stato intervistato sull’emergenza Coronavirus da La Gazzetta Sportiva. Queste le sue dichiarazioni.

Fabio Cannavaro sull’emergenza Coronavirus: la situazione in Cina

“Qui si riparte, si sta tornando alla normalità. Questo è il messaggio che deve arrivare a tutti. Il coronavirus non risparmia nessuno, ma si batte se si uniscono le forze e si agisce da comunità. Appena arrivato qui in Cina mi hanno sottoposto al tampone, per me è stato il terzo, e misurato la temperatura. Poi ho dovuto firmare un modulo per dire dove fossi stato nell’ultimo mese e se fossi stato in contatto con qualche persona contagiata. Infine, come capita a tutti coloro che arrivano dall’estero, almeno quelli che arrivano da Paesi colpiti dal virus, mi hanno messo in quarantena”.

L’organizzazione cinese per il Coronavirus

“C’è un servizio apposito da chiamare per avere cibo a casa e quello che può servirti di generi di prima necessità. Questo è per tutti coloro che vengono in Cina. Sono servizi organizzati dallo stato. Il popolo cinese va ammirato. Un miliardo e mezzo di persone hanno capito cosa avrebbero dovuto fare per salvarsi”.

L’esplosione dell’epidemia a Wuhan

“Appena esplosa l’epidemia a Wuhan, tutto è stato organizzato alla perfezione. Io dormivo nel nostro nuovo centro sportivo, ma appena mi spostavo per tornare a casa, mi controllavano la temperatura. Così quando imboccavo la tangenziale. Sull’autostrada non si pagavano pedaggi per non creare code. All’uscita altro controllo e stessa cosa quando arrivavo a casa. Parliamo di Guangzhou, 20 milioni di abitanti, lontano mille chilometri dalla regione del focolaio. Sì, quello cinese è un modello da replicare. Qui è prevalso il senso di comunità, a costo anche di sacrifici. In Italia lo abbiamo recepito meglio di tutti, anche se qualcuno fa fatica a capire. Mio papà tende a non comprendere che bisogna cambiare abitudini. Lui deve comprarsi le sigarette dal tabaccaio per fare quattro chiacchiere con gli amici. Gli ho fatto capire che così rischiava il contagio e avrebbe potuto portarlo a casa alla mamma. Non si deve proprio muovere. Fa bene il governatore della CampaniaDe Luca, a essere severo”.

Il Coronavirus in Italia e l’atteggiamento dell’Europa

“Non è stato ancora raggiunto il picco. Penso all’errore fatto nello scorso fine settimana, quando migliaia di persone sono scappate dalla Lombardia per fare ritorno al Sud. Non voglio condannare nessuno. Capisco che vogliano stare vicino ai propri cari, ma è stato un errore evidente. Ora bisognerà aspettare un’altra settimana e capire quante persone siano state infettate. Del resto, uno dei pochi errori fatti in Cina, è stato quello di fare uscire troppa gente da Wuhan. L’Europa? Spero cambi registro. Non parliamo poi dell’Uefa, davvero deludente”.

La dichiarazione: “A Dubai trattato come un appestato”

Dubai mi hanno trattato come un appestato. Allora ho detto “Io ho fatto tre tamponi e tu? Niente. Stammi lontano che sei pericoloso”, ma alla fine ci rido su”.

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