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Conferenza fine 2020, Conte: “Il vaccino non sarà obbligatorio”

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CONFERENZA FINE 2020 CONTE – Il 2020 sta volgendo al termine e Giuseppe Conte è intervenuto alla conferenza stampa di fine anno. Tanti gli argomenti trattati dal Presidente del Consiglio, tra i quali ovviamente il discorso dei vaccini. L’evento è stato organizzato dall’Ordine dei Giornalisti. Di seguito le sue dichiarazioni.

Conte sulle querele bavaglio

“Voglio ringraziare i giornalisti per questa occasione. Faccio gli auguri a voi, come naturalmente a tutti gli italiani. Rispondo subito alle prime questioni sollevate. Sulle querele bavaglio il Governo è disponibilissimo a fare la sua parte e dare il suo contributo. L’osservatorio sui cronisti minacciati è stato riattivato. Per il carcere ai giornalisti, la sentenza della Corte Costituzionale ha dato un anno di tempo al Parlamento. Cercheremo anche lì di legiferare sul punto. Bisogna trovare un punto d’equilibrio tra quello che direi è un diritto e una libertà fondamentale, e quello che sono un grumo di pari gradi Costituzionale, dalla privacy personale all’onore. Non bisogna in ogni caso compromettere la libertà di svolgere il proprio lavoro. La commissione sull’equo compenso è stata riattivata, ma è una situazione complessa. Il giornalista, anche per come si sta plasmando il mondo, sta diventando sempre più precario. Conosciamo i problemi dell’INPGI. Quello che possiamo auspicare è che si allarghi la platea contributiva ai comunicatori e con una riduzione dei costi si arrivi a far camminare l’INPGI con le proprie gambe. Sono tutte questioni su cui dobbiamo lavorare insieme. Non c’è una chiave di volta risolutiva”.

Le forze politiche e la verifica di maggioranza

“Dobbiamo assolutamente affrettare delle risposte che il Paese attende. Le risposte più urgenti sono la Legge di Bilancio, oggi in approvazione al Senato, e il Recovery Plan. Adesso dopo quella bozza tecnica che ha messo sul piatto gli esiti degli incontri con i vari Ministeri e i vari territori, dobbiamo fare una sintesi politica. Va fatta nei prossimi giorni e non valgono quelli di festa. Dobbiamo riportare tutto al Consiglio dei Ministri, aprire il confronto alle parti sociali, mandare questo documento al Parlamento il primo possibile. Altrimenti arriveremo in ritardo a un’occasione storica. Dobbiamo procedere contemporaneamente al confronto con le varie forze. Che la critica sia costruttiva. Vorrei arrivare al confronto già nei primi giorni di gennaio. Stiamo attraversando una pandemia e c’è l’orizzonte di una fine legislatura. Pur avendola affrontata per primi e avendo subito per primi la prima ondata, abbiamo rafforzato la nostra credibilità in Italia e in Europa grazie alla maggioranza e all’opposizione. Non disperdiamo questo patrimonio. 209 miliardi messi a disposizione dell’Europa, ma non solo quindi. Non possiamo disperdere la credibilità. Questo perché condividiamo le prospettive del mondo futuro con la Von der Layen, cosa che ci ha permesso di fare molto al tavolo delle trattative”.

Il voto di fiducia

“Bisogna portare avanti un programma di governo. C’è un patrimonio di fiducia e credibilità che l’intera classe politica deve avere. Bisogna agire in modo trasparente. Nel nostro sistema democratico il passaggio al Parlamento è fondamentale. Io non ho mai sfidato Salvini, io ho evitato che il Parlamento si trasformasse in un salotto. Finché ci sarò io tutti i cittadini si potranno fare un’idea del dibattito pubblico e tutti i protagonisti si assumeranno le responsabilità”.

Il piano vaccinale

“Salutiamo il fatto che in Italia e in tutta Europa si sia tenuto il V-Day. Io stesso avevo premuto con gli altri leader per questo. Un fatto concreto e simbolico. Credo che vi sia stato anticipato tutto dal commissario Arcuri o dal Ministro Speranza. Noi abbiamo avuto 9750 dosi solo per il giorno iniziale. Parliamo del vaccino Pfizer-Biontech, il primo disponibile, al quale si aggiungerà ragionevolmente quello della ditta Moderna. Noi per fine gennaio solo di quello Pfizer avremo oltre 2.000.000 di dosi al quale appunto si aggiungerà Moderna. L’Italia sul piano vaccinale ha dato una prova democratica. Il Parlamento ha approvato il piano vaccinale. Gli operatori sanitari, socio-sanitari, i residenti delle RSA. Queste persone sono circa 1,8 milioni. A seguire abbiamo dato come indicazione gli ultra 80enni, 4,4 milioni. Poi passeremo a quella dai 60 ai 79 anni, poi a chi ha una patologia cronica. Da questo punto di vista procederemo così. Hanno risposto alla gara oltre 22.000 medici e infermieri per garantire il piano vaccinale. Servirà un grande sforzo, ma le premesse ci sono. Dimostreremo che siamo all’altezza di questa grande sfida. Un piano vaccinale che sollecita tanti comparti. Dobbiamo ringraziare anche le forze armate e di polizia. I primi risultati veri, a detta degli esperti, visto che io non ho nessuna competenza, sarà quando potremo vaccinare 10-15.000.000 di cittadini. Parliamo di primavera inoltrata”.

La scuola

“Come sapete abbiamo approfittato di questo mese di dicembre per cercare in una logica di massima flessibilità. Abbiamo coinvolto i Prefetti che hanno lavorato intensamente. Bisognava cercare una sintesi. Il sistema è così integrato che non è possibile decongestionare i flussi anche intorno alla scuola senza integrare tutti. Le Prefetture hanno avuto il mandato di coordinare delle soluzioni. Addirittura da valutare scuola per scuola. Differenziare gli orari d’ingresso nelle scuole e negli edifici pubblici. Il trasporto si è rivelato uno degli aspetti più critici. Rispettando regole distanziamento occorrerebbe quintuplicare la flotta di trasporti, cosa che ha dei limiti. Abbiamo investito 3 miliardi per nuovi bus, 390 milioni per favorire il noleggio di mezzi privati. Ovviamente sono iniziative che vanno messe a terra a livello regionale. Questa premessa è necessaria per dire che auspico che il giorno 7 le scuole possano ripartire con una didattica mista, almeno il 50% in presenza. Non dobbiamo mettere a rischio ragazzi, insegnanti, personale ATA. Se questi tavoli hanno lavorato in modo efficace, come mi dicono, delle soluzioni ci saranno e potremo ripartire così”.

Le minacce di Renzi

“Ci sono due aspetti che non riesco a fare miei. Uno sono gli ultimatum. Non appartengono al mio bagaglio culturale e politico. Credo fosse stato l’ultimo discorso di Aldo Moro. Gli ultimatum non sono ammissibili in politica perché hanno il significato di una stretta. Io sono al di fuori da questa logica. Detto questo, una volta fatta una legge finanziaria da 40 miliardi, stiamo discutendo il Recovery Plan, dopo che siamo qui per programmare il bilancio pluriennale europeo, io sono qui per programmare il futuro. Non potrei mai mettermi contemporaneamente a programmare una campagna elettorale indipendente”.

Il Mes

“A un tavolo di maggioranza si può discutere di tutto, fermo restando che se parliamo di Mes, l’abbiamo detto in tutte le varianti, sarà sempre il Parlamento a decidere se attivarlo o meno. Quello che va chiarito è che noi non possiamo utilizzare neppure tutti i prestiti come investimenti aggiuntivi. Dobbiamo tener conto di quello che si chiama tendenziale. Il Mes farebbe crescere il debito pubblico, un debito che sta già crescendo. C’è un limite che bisogna offrire una curva di rientro e sostenibilità”.

I dati della pandemia

“Per quanto riguarda i decessi lascio agli scienziati le valutazioni. Quello che ci dicono, che indagano, è che sicuramente dei fattori che hanno contribuito è l’avere la popolazione più anziana d’Europa. In Italia s’invecchia male. Abbiamo una popolazione anziana con molte patologie. A questi fattori, associando il fatto che con i nostri anziani abbiamo frequenti relazioni, si arriva a capire meglio quel dato. Per quanto riguarda i dati economici, aspettiamo l’ultimo trimestre. Teniamo però conto che in Italia è scoppiata prima degli altri. Quello che posso dire è che daremo sempre il massimo impegno”.

La vaccinazione universale

“Obbligatoria? No, non la valutiamo. Lasciamo che parta il piano vaccinale, ma confidiamo di poter raggiungere una buona parte di popolazione già su base facoltativa”.

Il rimprovero di Gentiloni

“Non ho mai detto che va tutto bene. Se non abbiamo ancora concordato la Governance sul Recovery Plan tutto non va bene. Ho già detto che dovremo accelerare per non arrivare in ritardo”.

In caso di crisi di governo

“Ho già detto che ci sarà un passaggio Parlamentare in cui ciascuno si prenderà le proprie responsabilità. Non voglio credere che in questo contesto si arrivi a uno scenario del genere. Mi sembra rischioso e insidioso”.

I dati della Caritas

“Tra gli scenari che preoccupano di più c’è questo. Noi con uno sforzo significativo abbiamo consentito agli ammortizzatori sociali di proseguire fino a fine marzo. Però è chiaro che la ministra sta già lavorando per lo scenario che dovremo affrontare dopo marzo. Dobbiamo continuare a lavorare per riformare gli ammortizzatori e anche per rendere più incisive le politiche attive. Dobbiamo assolutamente nei prossimi giorni continuare. Abbiamo stanziato ulteriori risorse per le derrate alimentari, ma è chiaro che il mercato del lavoro si preannuncia chiaramente difficile per dopo marzo”.

Il futuro del Paese

“Consegniamo le svolte del Paese sotto il controllo del CIPES che resterà anche alle legislazioni successive”.

I No-Vax

“Massima solidarietà a Claudia Alivernini. Inaccettabili le aggressioni ricevute, ancor di più adesso che stiamo realizzando un piano vaccinale in grado di mettere in sicurezza il Paese. La Germania ha comprato dosi aggiuntive con canali diretti? L’Italia, la Francia, la Germania e l’Olanda sono stati i primi paesi che si sono mossi per l’alleanza per i vaccini. Una volta presi i contatti con le ditte di maggior successo, hanno consigliato la palla alla Commissione Europea. Una scelta politica che vedeva un fronte compatto. L’Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi negoziate sono centinaia di milioni. Saranno sufficienti. Addirittura l’UE su sollecitazione nostra si è premurata di acquistarne di più per consentire di intervenire in paesi che non hanno risorse economiche. Paesi Balcanici e del Nord Africa in cui l’UE si metterà a disposizione. L’art. 7 del contratto prevede il divieto di approvigionarsi a livello bilaterale”.

La prossima estate

“Non mi chiedete presagi che si addicono ai chiromanti. Noi lavoriamo con gli esperti. Io non ho detto che risolveremo tutto a fine pandemia. Ho detto che la prima fase si potrebbe completare ad aprile. Confidiamo che potremo far correre l’Economia e non comprimere la vita dei cittadini. Ma sulla prossima estate vedremo più avanti. Inizieremo a programmare il periodo estivo, ma lo dovremo fare con gli esperti. Oggi no proiezioni”.

Il tesserino sanitario

“Ci sono delle proposte sul tesserino sanitario. Una sorta di maggiore mobilità consentita a chi si vaccinerà. Ancora non è deciso nulla. Quando ragioniamo di piano vaccinale dobbiamo anche pensare alle terapie monoclonali, che saranno anch’esse molto efficaci”.

Il sistema bancario

“Ci eravamo rafforzati negli ultimi anni, e adesso invece c’è un esigenza nell’arco di qualche anno di rafforzare la patrimonializzazione delle imprese tramite il consolidamento. Nella Legge di Bilancio c’è infatti un incentivo fiscale per operazioni di aggregazione e fusione. L’obiettivo è avere la possibilità di trasformare in credito d’imposta varie attività diversamente differite. Un problema europeo”.

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