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Il vento porta via le parole di Sarri: la Lazio esce sconfitta dal De Kuip

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Rovella e Timber in Feyenoord Lazio

FEYENOORD LAZIO RISULTATO – Le parole se le porta via il vento. È saggezza popolare, dura e innegabile. Eppure, sono le stesse parole a circoscrivere paure e tensioni, momenti e attimi di sport. Maurizio Sarri alla vigilia di Feyenoord Lazio aveva chiesto una squadra feroce e sfrontata. L’ha ritrovata spaventata e molle. Tanto da dover sciorinare la favella dell’uomo con l’acqua alla gola, in punta di piedi per non affogare. E stavolta contraddirlo è impossibile, soprattutto dopo il risultato maturato in Olanda. 

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Champions League, il risultato di Feyenoord – Lazio è 3-1

Uno sfogo è tornato a bruciare le ferite della Lazio. La sindrome di De Kuip ha ripreso a pulsare. Non ha lasciato scampo ai capitolini, che pensavano di aver trovato il vaccino. Sono bastati i primi minuti di gioco a mostrare l’inefficacia della medicina. La ferocia richiesta da Sarri è volata via col vento, cadendo proprio tra le maglie biancorosse dell’undici scelto da Slot, ancora una volta perfetto nello scegliere i titolari e plasmare una squadra aggressiva, tambureggiante a tratti, che non ha lasciato scampo alle velleità italiane. 

Gimenez e Zerrouki indirizzano il primo tempo

Che la terza giornata di Champions League fosse una prosecuzione dell’Europa League dell’anno scorso lo si è capito subito. Al minuto 9’ Paixao ha lasciato lì Hysaj e messo a centro area una palla che doveva essere solo spinta in rete. Gimenez ha steccato, ma il pubblico non se n’è neppure accorto. La recita è andata avanti senza intoppi, viaggiando sopra un copione già visto e sentito. La Lazio ha continuato a essere l’attore co-protagonista, mentre il Feyenoord riprendeva il centro del palco. L’assolo è stato di Gimenez. Ancora una volta l’attaccante argentino ha vestito i panni dell’incubo vivente. Alla mezzora aveva già segnato due gol, uno annullato per fuorigioco. Eppure, aveva ancora voglia di recitare. Esattamente all’opposto di Luis Alberto, la cui battuta è scivolata via quasi inascoltata, persa tra un acuto del nativo di Buenos Aires e l’altro di Zerrouki. 

Ancora Gimenez: Lazio al tappeto

La Lazio, che aveva chiuso il primo tempo come peggio non poteva, è rientrata in campo frastornata. Il Feyenoord, sospinto dall’entusiasmo del De Kuip, sereno. L’occasione per chiudere l’incontro è capitata a Paixao. Ma i tempi non erano ancora maturi. Prima bisognava mettere a referto la colossale chance per Castellanos, poco reattivo a ribadire in rete la palla che avrebbe riaperto la partita. Slalomeggiando tra diversi cartellini gialli, l’incontro è arrivato così al 74’. Al minuto del secondo gol di Gimenez, il terzo per i padroni di casa. Una pietra tombale sulla nuova giornata di Champions League, colorata nel finale solamente dal rigore trasformato da Pedro. Una rete valsa solamente a rinverdire i record europei del campione canario. 

Il futuro in Champions League

Guardare al futuro ora è difficile. In primis perché, visto il risultato di Celtic – Atletico Madrid, il girone è più vivo che mai. Poi perché la Lazio ha dimostrato di non aver imparato dagli errori. Nessun passo in avanti è stato fatto dalla sconfitta dell’anno scorso, seppur sanguinosa dal momento che valse l’eliminazione dall’Europa League. L’approccio è stato, oggi come allora, pessimo. La reazione nulla. E la capacità mentale di reggere uno stadio caldo impalpabile. Così, le richieste di Sarri se l’è realmente portate via il tempo. E ora il ritorno allo stadio Olimpico ha già le sembianze del primo spartiacque stagionale.

Daniele Izzo
@danieleizzo94

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