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CORONAVIRUS STADIO SERIE A – Il mondo dello sport, in particolar modo quello del calcio, sta fortemente risentendo della situazione legata al Covid-19. Che il campionato non fosse interrotto, in Italia, non accadeva dalla Prima Guerra Mondiale. La situazione che il bel paese sta vivendo, in questo momento, è surreale e sembra lontano il ricordo degli spalti gremiti di persone. Infatti, il Governo non dovrà studiare solamente le mosse per far riparte la Serie A in totale sicurezza, bensì dovrà tener conto anche della situazione legata al pubblico.

Fase 2 e 3: cosa succederà

In Italia non si è mai vissuto questo clima di tensione legato ad un’emergenza sanitaria. La popolazione resta in attesa del bollettino della Protezione Civile, come fosse quello della Guerra Mondiale. Il paese è stato letteralmente colto alla sprovvista da questa situazione ed ora la situazione sembra essere sempre più grave anche nel resto d’Europa. A risentirne non è soltanto il settore sanitario. L’Italia, infatti, è letteralmente bloccata dal punto di vista economico. Le attività sono in difficoltà e ripartire si prospetta davvero difficile. Il Governo continua a studiare delle misure per contenere il virus durante la fase 2 e 3 del contagio. Nonostante ci siano già delle date per riaprire determinate attività, restano ancora fuori da tutto alcuni settori come quello delle discoteche, stadi e concerti. Il mondo del calcio, quindi, si ritrova paralizzato da questa situazione. Totalmente impotenti le società e i calciatori attendono i protocolli per capire le prossime mosse.

Riapertura degli stadi

Sicuramente il calcio sarà destinato ad essere ancora per molto tempo una vittima della pandemia. Nel breve termine è impensabile avere gli spalti gremiti di pubblico. Le partite a porte chiuso sono un presagio più che probabile e lo saranno per diverso tempo. Non si riesce ancora a stabilire una data certa per poter pensare di riaprire l’accesso agli impianti sportivi. La speranza è che almeno entro la fine del 2020 una parte di pubblico possa accedere alle gare. Probabilmente, per contenere l’epidemia, si studieranno dei protocolli sanitari che permetteranno l’accesso ad un numero limitato di persone. I tifosi in questo momento sono rassegnati alla pericolosità del virus. Chiunque antepone la propria salute allo sport, ma quest’ultimo è uno svago necessario per una società troppo spesso stressata dai ritmi imposti. Al momento, lo stadio non è una priorità, ma sicuramente è una situazione che il Governo dovrà tenere in considerazione. Il mondo dello sport è unito per cercare di debellare un virus che non ci permette di condurre una vita normale.

Coronavirus, la situazione della Lazio

In questo caso è anche difficile riuscire a fare un’analisi lucida su quello che è il percorso sportivo, ma la Lazio sarà la squadra che tra tutte risentirà maggiormente di questa situazione. I biancocelesti, prima dello stop del campionato, erano lanciati in una corsa insperata al primo posto. Il vantaggio della squadra di Inzaghi era quello di disputare una partita a settimana e di avere a disposizione del tempo per recuperare. Le ipotesi attuali, invece, ammesso che il campionato ripartirà, fanno pensare che le squadre dovranno affrontare un vero tour de force per poter terminare la stagione. Al momento, la situazione non è chiara e non è neanche certo il prosieguo della stagione. In ogni caso, la società capitolina può dirsi beffata da questa epidemia che ha colpito l’Italia e il mondo.

Giorgia Civita

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