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SERIE A INGAGGI LAZIO – Il calcio ci ha provato. Ha tentato di resistere al potere distruttivo del Coronavirus, lottando fino all’ultima partita disputabile. Forse andando anche oltre i limiti della sicurezza collettiva. Ma alla fine si è arreso. Schiacciato dall’ombra di un nemico invisibile che non risparmia nessuno. Da quel giorno, da quell’ultima partita di Serie A, uno strano Monday night tra Sassuolo e Brescia disputatosi il 9 marzo, la Serie A è entrata in un’altra dimensione. Le polemiche sulla VAR e sugli arbitraggi hanno lasciato il posto a conflitti diplomatici più sottili, ma non per questo meno aspri.

Serie A, le nuove battaglie ai tempi del Coronavirus

Per carità, le società singolarmente si sono prodigate, nessuna esclusa, in azioni ed opere di solidarietà. Esaurita la prima ondata emozionale seguita al “rompete le righe” però, il calcio ha ritrovato i suoi vecchi dissapori. Prima le polemiche sulla ripresa degli allenamenti, con uno strano fronte comune JuventusInter a contrapporsi a Lazio e Napoli, le più possibiliste su una ripresa delle sessioni in tempi brevi. Poi, anzi complementarmente, le frecciate di Cellino e Cairo a Lotito, col fidato portavoce Diaconale che, sebbene specificando che parlasse a titolo personale, esponeva le ragioni della società. Nutrite anche dal sospetto che qualcuno non voglia più giocare il campionato per concentarsi sulla Champions, la cui ripresa, magari tardiva, non è in discussione. Archiviato o quasi qualunque discorso su una ripresa in tempi brevi del campionato, i club di A sembravano aver trovato l’accordo almeno su un punto: il taglio degli ingaggi ai calciatori, un tema di tendenza anche negli altri grandi campionati europei. Sotto la regia di Dal Pino, in rappresentanza della Lega Calcio, e di Damiano Tommasi, come portavoce dell’AIC, i club di A erano pronti a presentare la proposta ai calciatori. Collettivamente. Poi è successo qualcosa. Che rischia di aver creato un’altra frattura.

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Serie A, il taglio ingaggi da parte della Juventus

Com’è noto, appena due giorni fa la Juventus, muovendosi in anticipo rispetto alla discussione collettiva tra la Lega Calcio e l’AIC, ha trovato un accordo con tutto lo staff tecnico per un taglio degli stipendi. La società, i giocatori e Sarri hanno trovato l’intesa per la riduzione dei compensi pari all’importo delle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Il risparmio per la società bianconera sarà pari a 90 milioni di euro. Incassati i complimenti del numero uno della FIGC Gravina e dell’opinione pubblica in merito al gesto di responsabilità della società juventina, si sono posti però immediatamente in luce problemi di merito. È stato veramente corretto agire unilateralmente e non collettivamente? Perché la Juventus ha agito così repentinamente? Le voci discordi iniziano a farsi sentire.

Le critiche di Ziliani e di Grassani alla decisione della Juventus di tagliare gli ingaggi

“Tutti stanno esaltando questa scelta della Juventus, ma Agnelli pensa solo a sé stesso. I calciatori della Juventus dovranno rinunciare solo a 1,5 del proprio stipendio, mentre i 2,5 li otterranno dopo il 30 giugno. Questa scelta dei bianconeri è dovuta al bilancio che è il motivo per cui è stato deciso di fare così. La Juventus ha fatto un danno, bisognava effettuare tagli ancora maggiori”. Parole e musica del giornalista Paolo Ziliani, direttamente dal suo profilo Twitter. Gli fa eco Mattia Grassani, il legale del Napoli, che ha affermato:”I club devono avere come destinazione finale del loro navigatore quella di fare unione. L’accordo di un club che conclude con i propri giocatori una negoziazione modulata di riduzione degli emolumenti crea una frattura. La Juve ha preso una strada, gli altri 19 club potrebbero prenderne un’altra, non più tutti e 20 uniti”.

Anche la Lazio verso il taglio degli ingaggi: lo scenario del risparmio per la società capitolina

La strada tracciata dalla Juventus ha in ogni caso creato un precedente. Alcune società, come il Cagliari, hanno già annunciato di aver preso una decisione simile circa 1 mese fa, prevedendo l’evolvere della situazione. Altri club, tra cui la Lazio, iniziano a pensare seriamente a replicare, magari non con le stesse modalità, le azioni intraprese a Torino. Potrebbe essere paradossale che su questo argomento proprio la Lazio possa “imitare” la politica juventina. Ma le cifre, che vedremo dopo, parlano chiaro. E chiaro è stato anche Igli Tare, il ds dei biancocelesti, poche ore fa, dichiarando: “Penso che presto taglieremo gli stipendi anche noi”. Ma come cambia lo scenario delle entrate/uscite e più in generale del risparmio per le società di Serie A? Abbiamo analizzato i dati, relativi alla stagione 2018-19, non dissimili nella stagione in corso, del monte ingaggi delle 6 società che fatturano di più: Juventus, Inter, Milan, Roma, Napoli e Lazio. La fonte è la società KPMGFootball Benchmark, che analizza il valore dei club calcistici. Ecco il prospetto fornito.

Le potenziali perdite delle società se non si incassasse nulla fino a fine stagione

Ipotizzando che da qui fino a fine anno nessuna società incassi alcunchè, la Juventus perderebbe qualcosa come 139 milioni di euro. L’Inter 110. Il Milan 70. La Roma 64, il Napoli 62 e la Lazio 37. Come si calcolano queste cifre? Considerando anche il monte ingaggi che, sempre riferiti all’esercizio del precedente anno calcistico, ci danno una misura di quanto pesino gli stipendi dei calciatori sui bilanci.

Serie A, il monte ingaggi delle prime 6 società

La Juventus sfonda abbondantemente il muro dei 300 milioni di euro, l’Inter nella passata stagione si avvicinava alla soglia dei 200 (superata in quella in corso). Milan e Roma hanno ingaggi sostanzialmennte identici, intorno ai 185 milioni, mentre il Napoli (135) sebbene quinto, precede di parecchio la Lazio, che eroga “solamente” 86 milioni annui in emolumenti.

Juventus 328 milioni
Inter 193 milioni
Milan 185 milioni
Roma 184 milioni
Napoli 135 milioni
Lazio 86 milioni

Serie A, ecco lo scenario se tutti adottassero la “formula” Juventus

Come si evince dalla tabella sottostante, tutte le 6 società prese in esame risparmierebbero cifre considerevoli se adottassero la “formula” Juventus. L’Inter ne gioverebbe per 64 milioni, Milan e Roma per 61, Napoli per 45 e Lazio per 28.

Gli effetti sui bilanci della riduzione del monte ingaggi applicato dalla Juventus (Immagine Sky.it)

Il nuovo bilancio tra perdite programmate e risparmi acquisiti dal taglio ingaggi

Per effetto dunque della relazione tra i mancati incassi causati dallo stop al calcio, ed il risparmio ottenuto dal taglio degli ingaggi stile Juve, tutte le società ammortizzerebbero considerevolmente le perdite. Paradossalmente la società bianconera, insieme all’Inter, si gioverebbe di un risparmio totale inferiore rispetto alle altre. Lazio e Roma avrebbero coperto quasi tutte le perdite, lasciando un “buco” di soli 9 milioni. Ancor meglio il Milan, che lascerebbe per strada soli 3 milioni. Il Napoli dovrebbe coprirne ancora 17. Le cifre quasi sorprendenti di Juventus ed Inter si spiegano col fatto che le due società traggono ricavi molto importanti, maggiori delle altre, in termini di sponsorizzazioni di varia natura.

Le potenziali perdite delle società, ammortizzate dal taglio ingaggi (Immagine Sky.it)


Alessio Cherubini

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