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Fino alla fine: Immobile e Rossi, la coppia gol del 96′. E nel futuro…

LAZIONEWS.EU – I capocannonieri di Primavera e prima squadra gioiscono in extremis…

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Pubblicato il 17/10

LAZIONEWS.EU – Sotto il segno di Ciro il Grande ed Alessandro Magno. Qualcuno avrà pensato, ad inizio stagione, alla  ‘mission impossible’ a cui sarebbe andata incontro la Lazio, alla ricerca dell’erede di Miro Klose. Dopo la consueta lista estiva di nomi più o meno veritieri (da Valencia a Balotelli), Tare ha virato su Immobile. Il ds oggi sembra aver vinto ogni scommessa sull’attaccante: in 8 gare, il napoletano è andato in gol cinque volte, senza contare le reti fondamentali con la Nazionale di Ventura. Alessandro Rossi, “veterano” in Primavera, è riuscito a fare addirittura meglio con 10 centri in 6 partite. Ora chiama a gran voce l’ex tecnico Inzaghi per un posto tra i big.

SUL FILO DI LANA – Un rigore dubbio su Wallace e l’arbitro che indica il dischetto. Và Ciruzzo senza indugio: stavolta la fortuna lo assiste, come non aveva fatto nel resto del match. E’ il 96′, la Lazio riesce a conquistare in extremis un punto che vale il terzo posto. Un giorno prima, a Formello, la Primavera di Bonatti ha affrontato la Sampdoria in un match incredibile: le giovani aquile sono riuscite a rimontare un parziale di 3-1, soprattutto grazie a Rossi, autore del gol del pareggio. A che minuto? Il 96′. Destino. Tre giorni prima, contro il Napoli in Coppa Italia, era stato ancora lui l’artefice del passaggio del turno grazie alla zampata vincente che aveva evitato ai compagni la lotteria dei rigori.

FUTURO CON CIRO – Ale e Ciro. Ciro ed Ale. I tifosi sperano prima o poi sperano di vederli insieme. Lì davanti, come due fratelli. Non di sangue, ma di gol. Quel giorno oggi è molto vicino. Perché l’alternativa ad Immobile si chiama Djordjevic, un fantasma da un anno a questa parte. Perché Rossi sta trascinando a suon di gol decisivi la Primavera di Bonatti. Perché Inzaghi ha dimostrato di voler puntare sui giovani. Specie se bravi, specie se laziali. I due inoltre si integrerebbero benissimo insieme. L’ex Torino in veste di seconda punta, libero di cercare spazi tra le maglie avversarie. Il 20enne come punta centrale, con licenza ad attaccare lo spazio alle spalle dei difensori e di fare numero in area di rigore avversaria, sempre poco affollata dai giocatori biancocelesti.

SPIRITO E LAZIALITA’ – Lo scugnizzo e quel #17 sulla maglia, giorno di nascita della moglie. Ale-gol e il #97, l’anno in cui è venuto al mondo. Anche la scelta del numero la dice lunga: le origini sono alla base di ogni grande successo. Rossi, cresciuto a pane e Lazio, è pazzo d’amore per la fede tramandata di padre in figlio: “Anche quando tutto sembrerà perso, quando non ci crederà più nessuno, quando vi sarete rassegnati, io lotteró per lei ”. Centottantacinque centimetri di pura forza fisica, senso del gol, dribbling nello stretto e tiro di prima intenzione: la coppia delle meraviglie è questo e molto altro. Senza dimenticare l’ormai rara modestia, capace di esprimere a pieno lo spirito di una lazialità spesso decantata, quasi mai degnamente rappresentata. Che siano proprio loro la chiave per far tornare i tifosi allo stadio a suon di gol?. Immobile e Rossi: quei due bravi ragazzi, italiani di nascita, bomber per vocazione.

di Michela Santoboni e Riccardo Caponetti

https://www.youtube.com/watch?v=T4LikKuuNmE

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